Tumore alla prostata: diagnosi, sintomi e cure del tumore più frequente nell’uomo
Testo a cura del Dott. Alessandro Giacobbe, Urologo presso Affidea AMP
In Italia, il tumore più frequente - rappresentando circa il 18,5% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini, escludendo i carcinomi della cute - risulta essere la neoplasia prostatica.
Il tasso di sopravvivenza a seguito della diagnosi del tumore presenta percentuali positive che, in caso di intervento in stadio non avanzato, fanno ben sperare in una guarigione definitiva per il paziente.
In base ai dati AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) del 2020, è stato riscontrato che il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è infatti del 92%, mentre risulta essere del 94% il tasso di sopravvivenza di ulteriori cinque anni se si supera il primo anno dopo questa.
Nonostante le ultime novità nel trattamento del tumore prostatico abbiano riscontrato enormi progressi, ancora oggi i limiti sulla diagnosi iniziale rimangono molti e prevedono quindi differenti tipologie di esami per la prostata.
I sintomi del cancro alla prostata
Il tumore della prostata nelle sue fasi iniziali di sviluppo è totalmente asintomatico e per questa ragione la diagnosi precoce risulta difficile, mentre nelle fasi avanzate si manifesta con sintomi urinari, dolori ossei.
Per questo motivo è fondamentale fare prevenzione, sottoponendosi ai test di screening, come il dosaggio del PSA e la Visita urologica per valutare se eseguire la biopsia prostatica, unico metodo per effettuare la diagnosi di tumore alla prostata.
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Come avviene la diagnosi del tumore alla prostata
Il medico urologo può prescrivere una biopsia prostatica se vi è:
un sospetto clinico, come l’aumento della consistenza della ghiandola prostatica tramite riscontro palpatorio
un sospetto biochimico, come il rialzo dei valori del PSA, oltre il valore soglia
L’esame di biopsia prostatica si esegue sotto guida ecografica per via transrettale o transperineale.
L’ecografo serve solo a guidare l’ago all’interno della prostata ma non è capace di individuare zone sospette per tumore. Pertanto, la biopsia prostatica ha dei limiti in quanto in almeno il 30-35% dei pazienti il tessuto neoplastico non è incluso nei prelievi.

Più recentemente, l’impiego della Risonanza Magnetica Multiparametrica si è dimostrato molto utile nella diagnosi del tumore prostatico, grazie ad un’accuratezza diagnostica del 87%.
La biopsia prostatica Fusion consente, infatti, di eseguire in ambulatorio una biopsia prostatica molto precisa e accurata con prelievi mirati sulla zona indicata dalla Risonanza Magnetica e con pochi prelievi nell’area limitrofa. L’esame permette dunque di unire le immagini della Risonanza Magnetica con le immagini ecografiche, senza esporre il paziente a possibili complicanze.
I dati pubblicati in letteratura dimostrano che la biopsia prostatica fusion rappresenta l’esame diagnostico con una delle più elevate percentuali di accuratezza, consentendo così all’Urologo di poter pianificare al meglio il successivo trattamento.
Seppure i tumori alla prostata, così come quelli al testicolo e altre patologie prettamente maschili siano in aumento, circa l’80% degli uomini ancora oggi non si è mai sottoposto ad una visita urologica nell’arco dell’intera vita.
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