Allergie stagionali: cosa sono, come si manifestano e quando rivolgersi allo specialista


04/02/2026

La parola allergia deriva dal greco allos (diverso) ed ergon (reazione) e racchiude perfettamente il suo significato: una reazione “diversa dal normale” del sistema immunitario. In presenza di un’allergia, infatti, l’organismo reagisce in modo eccessivo a sostanze normalmente innocue, come pollini, spore di muffe, acari della polvere o peli di animali.

Questa risposta anomala porta al rilascio di istamina, una sostanza chimica responsabile della maggior parte dei sintomi allergici. In particolare, la primavera rappresenta il periodo critico per molte persone allergiche: aprile è uno dei mesi con la più alta concentrazione di pollini nell’aria, soprattutto delle graminacee, tra le principali cause di allergia stagionale.


I sintomi delle allergie

I sintomi allergici possono variare per tipo, intensità e durata, in base alla persona e all’allergene coinvolto. Tra i più comuni troviamo:

  • starnuti ripetuti

  • prurito a naso, occhi e gola

  • congestione nasale

  • lacrimazione e arrossamento degli occhi

  • senso di naso chiuso o che cola

In alcuni casi possono comparire anche tosse secca, respiro sibilante o difficoltà respiratoria, soprattutto nei soggetti con asma allergico. Se trascurate o non adeguatamente trattate, le allergie possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita quotidiana.


Le reazioni allergiche crociate

In alcuni soggetti con allergia respiratoria, il consumo di determinati alimenti può scatenare una reazione allergica crociata. Questo accade perché alcune proteine presenti negli alimenti sono strutturalmente simili a quelle dei pollini o di altri allergeni inalanti.

Le manifestazioni possono interessare non solo le vie respiratorie, ma anche altre sedi, come:

  • labbra

  • cavo orale

  • gola

  • orecchio medio

I sintomi più frequenti includono prurito, gonfiore, formicolio o bruciore, soprattutto subito dopo l’assunzione dell’alimento.


Principali associazioni tra allergeni e alimenti

Artemisia e Ambrosia
Banana, camomilla, carota, castagna, cicoria, finocchio, margarina, miele, olio di girasole, prezzemolo, sedano, tarassaco

Betulla e Ontano
Albicocca, carota, ciliegia, finocchio, fregola, frutta secca, kiwi, mela, lampone, mandorla, nespola, pera, prezzemolo, pesca, prugna, sedano

Graminacee
Agrumi, albicocca, anguria, ciliegia, frumento, kiwi, mandorla, melone, pesca, pomodoro, prugna

Parietaria
Basilico, ciliegia, gelso, melone, ortica

Acari della polvere
Lumache, molluschi, gamberi (in particolare nei soggetti asmatici)

Lattice di gomma
Albicocca, ananas, arancio, avocado, banana, castagna, fico, kiwi, melone, mandorla, mela, papaia, passiflora, patata, pera, pomodoro, uva


Intolleranza all’istamina: non è un’allergia

È importante distinguere le allergie dall’intolleranza all’istamina, una condizione diversa ma spesso confusa con le reazioni allergiche.

L’istamina è naturalmente presente in molti alimenti e viene normalmente degradata dall’organismo grazie all’enzima DAO (diaminossidasi). L’intolleranza insorge quando si crea uno squilibrio tra la quantità di istamina introdotta e la capacità dell’enzima di metabolizzarla.

Una carenza o un’inibizione dell’enzima DAO – che può essere favorita dall’assunzione di alcol o di alcuni farmaci – determina un accumulo di istamina nell’organismo. Questo eccesso provoca sintomi simili a quelli allergici, ma non mediati dal sistema immunitario.

Sintomi più comuni dell’intolleranza all’istamina

  • disturbi gastrointestinali

  • mal di testa ed emicrania

  • eruzioni cutanee, prurito e orticaria

  • problemi respiratori (asma, rinite)

  • nausea

  • tachicardia

Quando rivolgersi allo specialista

In presenza di sintomi persistenti o ricorrenti, sia respiratori che alimentari, è fondamentale rivolgersi a un allergologo. Una valutazione specialistica consente di:

  • identificare correttamente la causa dei disturbi

  • distinguere tra allergia e intolleranza

  • impostare un trattamento personalizzato

  • valutare eventuali terapie desensibilizzanti

Una diagnosi corretta è il primo passo per gestire efficacemente le allergie e migliorare la qualità della vita.