Giornata mondiale del diabete: come diminuire il rischio a tavola
Nel nuovo appuntamento con la rubrica Vivere bene mangiando parliamo di Diabete e di come diminuirne il rischio a tavola.
La Giornata Mondiale del Diabete (WDD) è stata istituita nel 1991 dall'IDF (International Diabetes Federation) e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. L’IDF stima che intorno ai 212 milioni di persone, corrispondenti alla metà degli adulti che attualmente hanno il diabete, non siano stati diagnosticati. Per il triennio 2021-2023 ha inoltre stabilito come tema centrale “Access to diabetes care”, una campagna che sottolinea l'importanza di avere accesso alle informazioni e alle cure giuste per garantire un trattamento e una gestione tempestivi.
La tipologia più comune di diabete (tipo 2) è una malattia causata dall’interazione di più fattori, tra cui la predisposizione genetica e l’azione di fattori ambientali. Un ruolo decisivo nel favorire l’insorgere della malattia è legato al sovrappeso e all’obesità e in particolare un’alimentazione sbilanciata, con una prevalenza di grassi saturi e carboidrati ad alto indice glicemico e un’attitudine ad una scarsa attività fisica.
Come spiega la dott.ssa Viviana Vecchio, biologa Nutrizionista e Specialista in Scienze dell’Alimentazione, a tavola la glicemia può essere compensata. Il sistema più efficace è quello di utilizzare i pasti completi oppure i piatti unici che vedono un consumo di proteine e fibre unito a quello del carboidrato. Ad esempio piatti a basso indice glicemico, alto potere saziante, completi e quindi ben compensanti la glicemia sono quelli composti da cereali e legumi, tipici della nostra dieta mediterranea. Per quanto riguarda il consumo di pasta e di altri tipi di cereali (orzo, farro, grano saraceno, etc.) il consiglio è quello di utilizzare il più possibile i cereali integrali.
E approfittiamo per sfatare un piccolo mito: i cereali senza glutine non sono più leggeri solo perché privi del glutine, la proteina del grano, anzi: questi hanno un alto indice glicemico e tendono a saziare meno.
Come sottolinea il dott. Sergio Denti, diabetologo e specialista in Endocrinologia e malattie del ricambio, in assenza di malattia è importante mangiare sano, fare attività fisica, e monitorare i propri valori. Al primo segno di glicemia sopra il range di normalità (70-100mg/ml) è importante fare una visita nutrizionale per vedere se è possibile correggere i valori con la sola alimentazione e con un pò di movimento. In presenza di diabete è importante fare subito una visita Diabetologica in modo che il medico possa stabilire da subito la giusta terapia senza perdere tempo, per poi seguire un programma alimentare specifico.
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