Malattia di Parkinson: sintomi, cause, diagnosi e cure


02/04/2026

La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa cronica e progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale, compromettendo principalmente il controllo dei movimenti. In Italia si stima che circa 230.000 persone convivano con questa malattia.

La prevalenza aumenta con l’età: interessa circa l’1-2% delle persone sopra i 65 anni e fino al 3-5% degli over 85. L’età media di esordio è intorno ai 60 anni, ma nel 5% dei casi può manifestarsi prima dei 50 anni (Parkinson giovanile).

La malattia ha una prevalenza maschile con 1,5-2 rispetto alle donne. A questi dati dobbiamo aggiungere anche le persone affette da altre, e più rare malattie extrapiramidali, detti parkinsonismi atipici che possono essere sia primitivi che secondari.

Cos’è il Parkinson e quali aree del cervello colpisce

Il Parkinson (o malattia di Parkinson) è una malattia neurodegenerativa cronica e progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale, in particolare le aree del cervello coinvolte nel controllo dei movimenti, i cosiddetti gangli della base, strutture profonde del cervello fondamentali per il controllo motorio, cognitivo e comportamentale.

La malattia è causata dalla degenerazione delle cellule della sostanza nera, responsabili della produzione di dopamina. Quando si perde oltre il 60% di queste cellule, si verifica una riduzione significativa della dopamina, neurotrasmettitore essenziale per la regolazione dei movimenti.

Sintomi del Parkinson: motori e non motori

I sintomi del Parkinson comprendono manifestazioni motorie e non motorie, che possono presentarsi insieme o in momenti diversi.

I principali sintomi motori includono:

  • bradicinesia (lentezza nei movimenti)

  • tremore a riposo

  • rigidità muscolare

  • instabilità posturale (nelle fasi avanzate)

Accanto a questi, sono frequenti anche sintomi non motori, tra cui:

  • disturbi del sonno

  • ansia e depressione

  • problemi cognitivi (memoria e linguaggio)

  • alterazioni dell’olfatto

  • disturbi gastrointestinali e urinari

In alcuni casi, i sintomi non motori possono comparire anche anni prima della diagnosi.

Diagnosi del Parkinson

La diagnosi del Parkinson è principalmente clinica e viene effettuata da un neurologo specializzato in disturbi del movimento.

Si basa su:

Per confermare la diagnosi o escludere altre patologie, possono essere richiesti esami strumentali come:

Cause del Parkinson

In questi ultimi anni la ricerca ha fatto passi in avanti nel comprendere le cause della malattia, si è scoperto il ruolo dell’alfa sinucleina come costituente dei corpi di Lewy (aggregati proteici anormali che si sviluppano all’interno delle cellule nervose e le danneggiano) e vi sono importanti studi di tipo genetico; tuttavia siamo ancora lontani da trovare una terapia farmacologica efficace che porti alla guarigione o ad un arresto della progressione dei sintomi.

Per questo motivo risulta fondamentale un approccio clinico-riabilitativo globale e integrato che si avvale di tutte le acquisizioni (farmacologiche, psicologiche e tecnologiche) più recenti per poter sfruttare al massimo le capacità psicofisiche delle persone affette da Parkinson e così migliorare l’autonomia motoria e la qualità della vita.

Terapia farmacologica

Il trattamento principale è rappresentato dalla levodopa, un farmaco che nel cervello viene trasformata in dopamina che è il neurotrasmettitore carente; deve essere assunta a distanza dai pasti per avere un buon assorbimento e si deve utilizzare in più somministrazioni giornaliere. Il suo dosaggio può variare da persona a persona e si incrementa con il passare degli anni.

Altri farmaci utilizzati includono:

  • dopaminoagonisti

  • inibitori delle MAO-B

  • inibitori delle COMT

La terapia deve essere sempre personalizzata e adattata nel tempo in base all’evoluzione della malattia.

Terapie avanzate e chirurgiche

Quando la terapia farmacologica non è più sufficiente e compaiono fluttuazioni motorie o discinesie, si possono valutare opzioni terapeutiche più avanzate.

Tra queste rientrano:

  • stimolazione cerebrale profonda (DBS)

  • ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica (MRgFUS)

Stile di vita e riabilitazione: un approccio multidisciplinare

La gestione del Parkinson richiede un approccio multidimensionale, che integri terapia farmacologica, riabilitazione e stile di vita.

L’attività fisica regolare è fondamentale per mantenere mobilità, equilibrio e flessibilità e contribuire al benessere psicologico.

Dal punto di vista alimentare, è consigliata una dieta equilibrata (come la dieta mediterranea), con alcune attenzioni specifiche:

  • assumere le proteine preferibilmente nel pasto serale

  • garantire un adeguato apporto di fibre

  • mantenere una buona idratazione

Infine, alcune buone abitudini quotidiane possono supportare la gestione della malattia:

  • regolarizzare il sonno

  • evitare fumo e abuso di alcol

  • monitorare la pressione arteriosa

Il Parkinson è una malattia complessa ma gestibile con un approccio integrato. Una diagnosi precoce e un trattamento personalizzato possono migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti.

In presenza di sintomi sospetti, è importante rivolgersi tempestivamente a uno specialista neurologo.