Movember: prevenzione maschile e tumore alla prostata
In Italia, il cancro della prostata è il tumore più diffuso nella popolazione maschile, rappresenta il 18.5% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. Nonostante l’incidenza elevata, il rischio che la malattia abbia un esito infausto è basso, soprattutto se si interviene in tempo. Il 92% delle persone con diagnosi di tumore della prostata, sono ancora vive dopo cinque anni dalla diagnosi.
Si tratta di un argomento molto sensibile per la popolazione maschile, che influisce sia a livello psicologico che fisico sul benessere dell’individuo.
Cos’è il tumore alla prostata?
Il tumore della prostata ha origine alle cellule presenti all’interno di una ghiandola, la prostata, che cominciano a crescere in maniera incontrollata. Questa ghiandola è molto sensibile all’azione degli ormoni, in particolare quelli maschili, come il testosterone, che ne influenzano la crescita.
Quali sono i principali fattori di rischio per il tumore alla prostata?
Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della prostata è l’età. Le possibilità di ammalarsi sono scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente dopo i 50 e circa due tumori su tre sono diagnosticati in persone con più di 60 anni.
Altro fattore di rischio è la familiarità, le possibilità di ammalarsi sono pari al doppio per chi ha un parente consanguineo (padre, fratello ecc. ) rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia.
Non meno importanti sono i fattori di rischio legati allo stile di vita: dieta ricca di grassi saturi, obesità, mancanza di esercizio fisico sono solo alcune delle caratteristiche e delle abitudini poco salubri, sempre più diffuse nel mondo occidentale, che possono favorire lo sviluppo e la crescita del tumore della prostata.
Come fare prevenzione per il tumore alla prostata?
Non esiste prevenzione primaria specifica per il tumore della prostata, anche se sono note alcune utili regole comportamentali che si possono seguire facilmente nella vista di tutti i giorni: aumentare il consumo di frutta, verdura, cereali integrali e ridurre quello di carne rossa, soprattutto se grassa o troppo cotta e di cibi ricchi di grassi saturi.
È buona regola mantenere il peso nella norma e tenersi in forma facendo attività fisica: è sufficiente mezz’ora al giorno, anche solo camminata a passo sostenuto.
La prevenzione secondaria consiste nel rivolgersi al medico ed eventualmente nel sottoporsi ogni anno ad una visita urologica, muniti di PSA, in particolare se si ha familiarità per la malattia o se sono presenti fastidi urinari.
Identificare e curare il tumore alla prostata
Nella valutazione dello stato della prostata il medico decide di procedere con il test del PSA (antigene prostatico specifico) e solo in seguito valuta se eseguire l’esplorazione rettale che permette di identificare al tatto la presenza di eventuali noduli a livello della prostata.
L’unico esame in grado di identificare con certezza il tumore della prostata è la biopsia della prostata stessa. Esame che viene eseguito in anestesia locale, ambulatorialmente o in day hospital, e dura pochi minuti.
I tumori della prostata si curano con la chirurgia o con la radioterapia (terapia attiva), entrambe di ottima efficacia. Tuttavia, nei pazienti con malattie a basso rischio esistono opzioni terapeutiche che consentono di posticipare il trattamento nel momento in cui la malattia diventi ‘clinicamente significativa’, effettuando inizialmente solo controlli frequenti con PSA, esplorazione rettale e ripetizione biopsia ad un anno, che permettono di controllare l’evoluzione della malattia e verificare eventuali cambiamenti che meritano un intervento.
Come viene classificato il tumore alla prostata?
Il tumore della prostata viene classificato in base al grado, che ne indica l’aggressività, e allo stadio, che ne indica la diffusione. Il grado di Gleason, un numero compreso tra 1 e 5, indica quanto l’aspetto delle ghiandole tumorali sia simile o diverso da quello delle ghiandole normali. Più sono simili, più basso sarà il grado di Gleason.
Per definire il grado di Gleason si sommano il primo ed il secondo punteggio più comuni assegnati ai campioni prelevati con la biopsia. Se, per esempio, la maggior parte dei campioni ha un punteggio di 3, seguito (per numero di campioni) da quelli con punteggio 4, il grado di Gleason sarà 7 (3 + 4).
I tumori con grado di Gleason minore o uguale a 6 sono considerati di basso grado di rischio, quelli con 7 di grado intermedio, mentre quelli tra 8 e 10 di altro grado di rischio.
Movember: cos’è e perché è importante?
Movember è un’iniziativa che nasce per sensibilizzare la popolazione ai problemi collegate al benessere psicofisico dell’uomo. Quando parliamo di Movember parliamo di tumore alla prostata e ai testicoli, ma negli ultimi anni si è parlato molto anche di salute mentale: il tasso di suicidi nella popolazione maschile rimane infatti estremamente elevato.
Movember è un movimento di supporto che nasce nel 2003: durante il mese di Novembre chi aderisce viene invitato a farsi crescere i baffi come simbolo di sostegno e sensibilizzazione verso le problematiche legate alla salute maschile. L’obiettivo è invitare gli uomini a fare prevenzione in modo da ottenere una corretta diagnosi per tempo e ridurre quindi il numero di morti collegate al tumore alla prostata, un numero che può essere mantenuto molto limitato se effettuati tutti i controlli per tempo.
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Ringraziamo il Dott. Michele Parravicini per il contributo all’articolo.