PET CT – Tomografia ad Emissione di Positroni
Descrizione servizio
Informazioni
PET CT Tomografia ad Emissione di Positroni
PET CT Tomografia ad Emissione di Positroni
Perché la PET CT è utile
In un’unica somministrazione di tracciante radioattivo, permette di esplorare l’intero organismo.
La PET CT è di rilevante importanza in: oncologia, neurologia, nelle patologie flogistico-infettive.
La PET CT aggiunge nuove potenzialità di cura e di attenzione alla qualità della vita dei pazienti, permettendo di:
• monitorare la risposta terapeutica di un trattamento e fornire un tempestivo feed back sulla sua efficacia;
• in alcuni casi, sostituire procedure multiple di diagnostica con un’unica analisi;
• aiutare a valutare l’indicazione per un intervento chirurgico, evidenziando situazioni ove non vi siano sufficienti benefici per il paziente;
• identificare eventuali metastasi occulte per meglio orientare percorso terapeutico del paziente;
• diagnosticare precocemente patologie anche prima che le alterazioni strutturali dei tessuti diventino identificabili con le altre tecniche di imaging anatomico.
LA PET CT in oncologia
Mentre TAC e RM forniscono preziose immagini morfologiche ma che non sempre sono in grado di chiarire la natura di una lesione, la PET CT, con la possibilità di indagare i processi metabolici, è in grado di aumentare la sensibilità e la specificità dell’analisi a valori superiori al 90%.
In oncologia, con la PET CT è possibile, oltre a differenziare lesioni tumorali da lesioni di altra natura, valutare l’evoluzione della malattia e monitorare l’efficacia di una terapia chirurgica, radioterapica o farmacologica. Con l’esame PET CT si ha una valutazione Total Body rapida e precisa dell’estensione delle eventuali lesioni nell’organismo e della eventuale presenza di metastasi. La PET CT si integra perfettamente con i moderni sistemi di radioterapia ad intensità modulata (Micromultileaf, Cyberknife, Tomotherapy) che consentono di irradiare selettivamente con dosi efficaci solo le cellule tumorali, minimizzando il danno ai tessuti sani.
LA PET CT in neurologia
La PET CT viene utilizzata per diagnosticare una ampia varietà di patologie neurodegenerative quali ad esempio l’Alzheimer e il Parkinson.
LA PET CT nella patologia flogistico-infettiva
La PET CT è in grado di evidenziare processi flogistico-infettivi a carico del distretto vascolare (vasculiti), in ambito ortopedico (spondilodisciti), in ambito cardiologico (infezioni valvolari), in ambito chirurgico vascolare (infezione protesi vascolari ecc..).
Come avviene l’esame di PET CT?
E' indispensabile prima dell’esame un digiuno di almeno 6 ore. Inizialmente verrà praticato un test per valutare la glicemia, poi il medico specialista o infermiere professionale sotto la supervisione del Medico Nucleare inietterà in vena una soluzione di tracciante rilevabile dal tomografo. L’esame verrà acquisito dopo un periodo di attesa di 45-60 minuti, necessario affinché lo zucchero si distribuisca nell’organismo.
Durante l’attesa il paziente deve ridurre al minimo l’attività fisica, non parlare e deve bere alcuni bicchieri di acqua. Successivamente il paziente viene accompagnato nello spogliatoio dove si toglierà i vestiti e tutti gli oggetti metallici e indosserà un camice monouso pulito. Una volta accomodato sul lettino del tomografo, inizierà l’esame che durerà circa 25 minuti.
Durante l’esame il paziente sarà solo (ma collegato con i tecnici ed i medici tramite un sistema di telecamere e interfoni), dovrà restare fermo e il più possibile rilassato. Terminato l’esame, dopo una breve attesa per consentire al medico di valutare il corretto andamento tecnico dell’esame, il paziente verrà congedato. Successivamente all’esame, si raccomanda di evitare per un periodo di almeno 6 ore rapporti di vicinanza stretta (distanza inferiore a 1 metro) con donne in stato di gravidanza e bambini di età inferiore a tre anni. Nel complesso l’esame PET CT comporta una dose di radiazioni equivalente ad una comune radiografia dell’addome. Non sono state segnalate reazioni indesiderate
in seguito all’iniezione dei traccianti.
Il digiuno prima dell’esame non è richiesto per l’uso di traccianti quali la F-Colina e il 68Ga.
Subito dopo l'esame è possibile riprendere le comuni attività, come guidare in quanto il tracciante non lascia alcun effetto. Si raccomanda soltanto di evitare, per un periodo di almeno 6 ore, rapporti di vicinanza stretta (distanza inferiore ad 1 metro) con donne in stato di gravidanza e bambini di età inferiore a tre anni.
Affidea ha predisposto procedure ed attenzioni particolari per l'erogazione di indagine PET CT sul paziente pediatrico.
La PET CT è un esame doloroso o pericoloso?
La PET CT non è un esame doloroso, a parte il fastidio della somministrazione endovenosa del farmaco.
Non è pericolosa, in quanto comporta la somministrazione di una dose di radiazioni che equivale a quella di una comune radiografia dell’addome.
Non sono mai state segnalate reazioni indesiderate in seguito a somministrazione per via venosa del farmaco necessario per lo svolgimento dell’esame PET CT (Positron Emission Tomography – Computerized Tomography).
Quali sono le controindicazioni all’esame PET CT?
Gravidanza: l’eventuale stato di gravidanza, presunta o accertata, rappresenta una controindicazione all’esame. In questo caso deve essere concordemente valutata con i medici curanti la necessità di eseguirlo comunque.
Allattamento: l’allattamento deve essere interrotto per almeno 6 ore dopo che l’esame è stato completato.
Diabete: in presenza di diabete, l’alterato metabolismo degli zuccheri rischia di vanificare gli obiettivi dell’indagine ed è praticabile solo dopo adeguata preparazione. È quindi indispensabile conoscere l’esistenza di malattia diabetica. Per questa ragione si controlla prima dell’iniezione il valore della glicemia di ogni paziente (in caso di glicemia superiore a 180 mg/dl l’esame non può essere eseguito).
Insufficienza renale: l’insufficienza renale determina una riduzione della qualità delle immagini dell’esame PET-CT, pur non rappresentando una controindicazione allo stesso.
Protesi: i pazienti portatori di protesi ortopediche, di pacemaker cardiaci, di protesiarteriose, di accessi venosi impiantati, ecc. non corrono alcun rischio, ma è opportuno che lo facciano presente al medico che raccoglie i dati anamnestici.
Come si valuta l’appropriatezza? Somministrazione del consenso informato
Il medico specialista stabilirà l’appropriatezza della prestazione richiesta, sulla base della raccolta dei dati documentali e di quanto riferito dal paziente.
Prima di avviare le procedure farmaco-strumentali al paziente verrà sottoposto il consenso informato, riportante le informazioni attinenti all’esame, illustrato dal medico, affinché il paziente possa esprimere consapevolmente il proprio consenso all'esecuzione dell'indagine.
Cliniche con il servizio di PET CT – Tomografia ad Emissione di Positroni
Descrizione servizio - PET CT – Tomografia ad Emissione di Positroni
PET CT significa:
• Diagnosi più precoce
• Controllo dell’efficacia di un trattamento terapeutico
• Riduzione di procedure invasive
• Sostituzione di test multipli
• Assessment pre operatorio
• Identificazione di metastasi
• Successive caratterizzazione reperti CT o RM dubbi per recidiva
I TOMOGRAFI
Le PET CT sono macchine di diagnostica per immagini costituite da un tomografo PET (Positron Emission Tomography o, in italiano, Tomografia ad Emissione di Positroni) ed un tomografo TAC spirale (Tomografia Assiale Computerizzata). La TAC fornisce una accurata visualizzazione anatomica di sezioni trasversali del corpo umano. La PET consente l’individuazione di alterazioni di tipo funzionale.
LA PET CT E LE ALTRE TECNICHE DI IMAGING DIAGNOSTICO
La PET CT è uno strumento diagnostico innovativo che sta riscuotendo sempre maggiori consensi tra i clinici infatti, a differenza di altre tecniche di imaging diagnostico (Rx, TAC, RM ed Eco), la PET CT individua, attraverso immagini funzionali, alterazioni correlate al metabolismo cellulare e fornisce informazioni in grado di modificare frequentemente il percorso terapeutico di un paziente.
La PET CT usa radiofarmaci (o traccianti) marcati con isotopi quali il Fluoro-18, il 68Ga, F-Colina, 68Ga-PSMA, F-Dopa, Amiloide.