Ecografia | Visita Ecografica

Che cos'è l’ecografia

L’ecografia è una tipologia di indagine che si avvale dell’utilizzo di ultrasuoni, per ottenere immagini diagnostiche degli organi sottoposti all’esame.

Ogni apparecchio utilizzato per eseguire un esame ecografico (Ecografo o Ecotomografo) è dotato di una sonda (trasduttore) che emette fasci di ultrasuoni che, attraversando i vari tessuti del corpo umano, generano fasci riflessi che ritornano al trasduttore (echi di ritorno).

L'esame ecografico non comporta l'impiego di raggi X. Si tratta, perciò, di un'indagine diagnostica assolutamente innocua e che può essere ripetuta tutte le volte che se ne dimostri l'utilità e la necessità.

L'ecografia rappresenta perciò il test di screening ideale in molteplici indagini epidemiologiche e di medicina preventiva.

In alcuni casi, l'esame ecografico può guidare l'esecuzione di una biopsia o agoaspirazione, che consiste nel prelievo di campioni di cellule o di microscopici frammenti di tessuto, finalizzato alla caratterizzazione precisa di una malattia (es. differenziazione di un tumore benigno da un tumore maligno).  A tale scopo si utilizzano aghi molto sottili che rendono la manovra praticamente indolore ed eseguibile anche ambulatorialmente. L'ecografia, in questi casi, permette una perfetta centratura della lesione, riducendo al minimo i rischi quando la tecnica è eseguita da mani esperte.

 

A cosa serve l’ecografia

Il campo di applicazione dell’ecografia è vastissimo. Di seguito elenchiamo le diverse tipologie di esami ecografici eseguibili nei centri Affidea.

  • ECOGRAFIA DEL COLLO

    L'ecografia del collo permette principalmente lo studio della Ghiandola Tiroidea che, trovandosi in posizione centrale, anteriore e superficiale alla base del collo, ben si presta allo studio ecografico. L'ecografista può chiaramente discriminare, nel caso di noduli rilevabili palpatoriamente, la natura liquida o solida di tali lesioni.

    I noduli solidi, che talora sono identificabili solo con l'ecografia, e non con l'esame clinico, si differenziano, in base ad un altro esame, la scintigrafia, in "caldi" cioè iperfunzionanti e "freddi", cioè non funzionanti. In quest'ultimo caso può essere utile l'esecuzione di un prelievo di cellule mediante agoaspirazione guidata dall'ecografia, allo scopo di determinare la vera natura del nodulo.

    Lo studio ecografico del collo permette anche l'esame delle ghiandole salivali, delle stazioni linfonodali (sovraclaveari, laterocervicali e sottomandibolari) e delle paratiroidi.

    Particolarmente importante l'esame delle stazioni linfonodali, poiché un ingrandimento dei linfonodi del collo (in qualche caso visibile solo con l'ecografia e non rilevabile alla palpazione) riconosce varie cause, sia di natura infiammatoria (es. tonsilliti), sia di natura tumorale. Infatti l'ingrossamento di un linfonodo del collo può essere la prima manifestazione di un linfoma maligno, come anche di metastasi (da tumore dello stomaco, del polmone, della mammella etc.).

    In tutti questi casi l'ecografia può indirizzare verso una diagnosi precoce, avvalorare un sospetto clinico o permettere l'esecuzione di una biopsia.

    Infine, l'esame ecografico del collo fornisce fondamentali informazioni sui grandi vasi (vena giugulare e arteria carotide). L'esame US in B-mode permette di dimostrare se esistono ostacoli all'interno del lume vascolare o placche parietali. Tale indagine, completata dallo studio Doppler, va eseguita in tutti i pazienti con sintomatologia riferibile a sospetta patologia vascolare cerebrale (es. stato confusionale; episodi di perdita di conoscenza; comparsa di paresi più o meno estese, etc.).

  • ECOGRAFIA MAMMARIA

    Nelle patologie della mammella, l'ecografia si affianca e completa efficacemente l'esame mammografico, che costituisce ancor oggi il test di screening ideale, insostituibile per una corretta diagnosi.
    Essa consente inoltre in modo particolare nei noduli non palpabili, l'esecuzione di esami agoaspirati ecoguidati.
    Per lo studio ecografico della mammella è necessario utilizzare sonde ad alta frequenza, che forniscono, soprattutto per le lesioni benigne quali cisti e fibroadenomi, aspetti tipici.

  • ECOGRAFIA AL FEGATO E VIE BILIARI

    Lo studio ecografico del fegato permette di differenziare con estrema accuratezza un fegato sano da uno affetto da epatite cronica o cirrosi.
    Soprattutto nelle malattie croniche del fegato, l'ecografia consente di identificare prontamente la gravità della malattia e la comparsa di complicanze (es. la formazione di liquido ascitico all'interno della cavità addominale), e di guidare il trattamento più efficace per la cura.

    L’ecografia al fegato consente di identificare:

    • Tumori benigni
    • Tumori maligni
    • Cisti
    • Angiomi
    • Ascessi epatici
    • Cisti da echinococco
    • Carcinoma epatocellulare
    • Calcoli della cistifellea
    • Ittero

    Fondamentale importanza ha dimostrato l'ecografia nell’identificazione, anche in fase molto precoce, dei tumori del fegato sia benigni, sia maligni.

    Si tratta di lesioni molto diffuse: basti ricordare ad esempio che le cisti del fegato (piccole raccolte di liquido, di solito presenti fin dalla nascita) si ritrovano nel 4-5% della popolazione italiana. Gli angiomi del fegato, tumori benigni molto frequenti, si riscontrano nel 1-7% della popolazione generale: il loro preciso riconoscimento è importante, poiché possono essere erroneamente interpretati come tumori maligni e quindi creano ingiustificati allarmi nel paziente.

    In altre condizioni di malattia, anche grave, quali gli ascessi epatici e cisti da echinococco, gli ultrasuoni possono non solo permettere un'immediata diagnosi, ma anche guidare un trattamento efficace che prevede lo svuotamento dell'ascesso senza ricorso all'intervento chirurgico.

    Grazie all'utilizzo dell'ecografia su larga scala, è stata completamente modificata la storia naturale di tumori epatici maligni, noti con il nome di carcinoma epatocellulare.

    Infatti, poiché tale malattia colpisce quasi esclusivamente i pazienti affetti da cirrosi, i controlli ecografici continui di tali pazienti hanno permesso una diagnosi sempre più precoce.
    Il tumore viene così scoperto quando è ancora di piccole dimensioni (1-2 cm di diametro) e può essere spesso asportato efficacemente per via chirurgica o distrutto con mezzi chimici (iniezioni di alcool), o con il calore.
    L'avvento dell'ecografia ha completamente soppiantato l'utilizzo della colecistografia per la diagnosi dei calcoli della cistifellea.
    Grazie all'ecografia si è scoperto che circa 1 persona su 10 è portatrice di calcoli alla cistifellea; le donne in misura doppia rispetto agli uomini. La maggior parte delle persone ignora di essere portatrice di calcoli, nel 90% dei casi non danno sintomi per molti anni e spesso vengono scoperti casualmente proprio durante un esame ecografico.
    Caratteristico è anche l'aspetto ecografico della cistifellea che si complica con una infiammazione acuta (colecistite acuta): si tratta di condizioni molto dolorose, talora anche gravi, in cui basta appoggiare la sonda ecografica sull'addome del paziente per essere certi della diagnosi ed instaurare tempestivamente una cura efficace.
    Nel paziente che diviene itterico (assume cioè una colorazione gialla della pelle e delle congiuntive) l'ecografia è l'esame di prima scelta poiché in grado di discriminare rapidamente la causa di tale alterazione.
    Qualora l'ecografia dimostri una dilatazione dei canali che trasportano la bile dal fegato all'intestino dovrà essere ricercato un ostacolo meccanico al regolare deflusso della bile: per esempio la presenza di un calcolo nel coledoco (principale via di transito della bile).

  • ECOGRAFIA AL PANCREAS

    Il pancreas è una ghiandola disposta molto profondamente nella parte alta dell'addome, dietro allo stomaco. L'ecografia è utile nello studio delle infiammazioni acute e croniche del pancreas (pancreatiti), anche se spesso in questi casi la TC rappresenta l'esame più completo e ricco di informazioni.
    Molto importante è l'apporto dell'ecografia alla diagnosi dei tumori del pancreas, sempre più frequenti. Quando il tumore è in fase avanzata l'ecografia evita inutili e dolorosi interventi chirurgici.

  • ECOGRAFIA ALLA MILZA

    Oltre a chiarire le varie cause di ingrossamento della milza (ascessi, infezioni, cisti, tumori, etc.), l'ecografia è particolarmente importante se viene eseguita in urgenza, a seguito di un trauma addominale, per identificare una possibile rottura di milza con formazione di una raccolta di sangue all'interno dall'addome. In questi casi un intervento chirurgico adeguato e tempestivo salva la vita del paziente.

  • ECOGRAFIA AI RENI

    Nel paziente affetto da colica renale, l'ecografia è in grado di evidenziare l'entità dell'ostacolo provocato dal calcolo al deflusso dell'urina. Talora è possibile identificare anche il calcolo stesso.

    Le cisti renali sono molto frequenti: dopo i 50 anni si riscontrano nel 50% dei casi: quasi sempre non danno alcun disturbo e sono una scoperta occasionale nel corso dell'indagine ecografica.

    Per fortuna i tumori renali sono molto più rari ma, anche in questi casi, le immagini ecografiche sono molto precise; trattandosi di tumori a lenta progressione, una diagnosi precoce (che grazie all'ecografia, può essere fatta quando ancora la malattia non dà alcun disturbo) può portare alla completa guarigione nel paziente.

  • ECOGRAFIA A PROSTATA, TESTICOLI E VESCICA

    L’esame ecografico nello studio della ghiandola prostatica consente l’individuazione di un eventuale ingrossamento (molto frequente negli uomini da 50 anni in su).

    L'ecografia sovrapubica è in grado di dimostrare l'aumento di volume della prostata, ma anche evidenziare la comparsa di calcificazioni e noduli.

    Nello studio dei testicoli, l’ecografia consente l’evidenziazione della eventuale presenza di una raccolta liquida nella cavità che racchiude i testicoli (idrocele).

    In caso di processi infiammatori acuti (orchite ed orchiepididimite) l'esame ecografico fornisce una utile conferma alla diagnosi clinica. Anche nel varicocele, l'ecografia permette di classificare con accuratezza la gravità della malattia, grazie al modulo Doppler.

    Lo studio ecografico della vescica viene eseguito per via sovrapubica a vescica distesa (è sufficiente, a questo scopo, aver finito di bere 1/2 litro di acqua, circa 1 ora prima dell'esame) per dimostrare la presenza di calcoli, di solito fluttuanti nella cavità ripiena di liquido.

    Fra le alterazioni della parete vescicale, ben evidenziabili con l'ecografia, ricordiamo la cosiddetta vescica da sforzo, che corrisponde ad un aumento di spessore della parete dovuto alla presenza di un ostacolo permanente al deflusso dell'urina. La sensibilità dell'ecografia per la scoperta dei tumori vescicali è analoga a quella dell'urografia (quest'ultima, più costosa, necessita dell'impiego di raggi X e dell'introduzione di mezzi di contrasto).

    In un paziente affetto da ematuria macroscopica (emissione di sangue con le urine) la valutazione ecografica è indicata quale tecnica diagnostica di primo approccio, prima di eseguire altre ricerche più complicate e talora fastidiose per il paziente, quale ad esempio la cistoscopia.

  • ECOGRAFIA GINECOLOGICA

    È  possibile eseguire uno studio dell'apparato genitale femminile sia per via transaddominale (condizione indispensabile per un corretto esame è mantenere un adeguato riempimento vescicale), sia per via vaginale (per la quale si utilizzano sonde speciali).
    Sono ben visibili utero, vagina, ovaie e strutture annessiali: di tali strutture si apprezzano le modificazioni con l'età e con le varie fasi del ciclo mestruale.
    Nel campo della patologia, l'ecografia è particolarmente utile per valutare lesioni di natura benigna come le cisti ovariche e i fibromi uterini, così come per evidenziare patologie maligne quali i tumori di utero e ovaie.

  • ECOGRAFIA OSTETRICA- ECOGRAFIA 3D e 4D

    L’ecografia morfologica è ad oggi considerata uno degli esami fondamentali e più importanti che la donna può dover affrontare durante il delicato periodo della gravidanza.

    Il centro Affidea Delta Medica di Monselice (PD) è dotato di uno degli strumenti più all’avanguardia per l’ecografia ostetrica in 3D e 4D, per indagini morfologiche e approfondimenti clinico-ginecologici.

  • ECOGRAFIA A MUSCOLI E TENDINI

    L'esame ecografico è utile anche nei traumi muscolari soprattutto per identificare rotture muscolari e tendinee e la formazione di raccolte emorragiche, come gli ematomi.
    Alcuni giorni dopo il trauma muscolare, l'ecografia può svelare l'avvenuta liquefazione della raccolta emorragica e permetterne lo svuotamento, utilizzando un ago poco traumatizzante.

    Per queste ulteriori applicazioni, l'ecografia sta acquisendo sempre maggiore importanza nella medicina sportiva per un'accurata diagnosi della patologia post-traumatica e degenerativa.

Preparazione all’esame ecografico

Per lo studio degli organi addominali (in particolare, fegato e colecisti) è buona norma osservare il digiuno assoluto per almeno 3 ore prima dell'esame (acqua e medicinali possono essere assunti liberamente).
Per lo studio degli organi pelvici, invece (vescica, utero ed ovaie, prostata), è necessario avere la vescica piena (aver finito di bere 1/2 litro di acqua, circa 1 ora prima dell'esame).

In particolari condizioni (studio di organi addominali e pelvici in pazienti sofferenti di stitichezza, ecografia transrettale per lo studio della prostata) è consigliabile effettuare un clistere di pulizia.

Per tutti gli altri esami non è necessaria alcuna preparazione.

Come si svolge l’ecografia

L'esame ecografico non è né doloroso, né fastidioso: il medico radiologo spalma un gel conduttore sulla superficie cutanea sovrastante il tratto da esplorare, e muove su di essa la sonda che emette/riceve ultrasuoni. L'esame dura 10 - 20 minuti, durante i quali il paziente deve evitare movimenti e deve, in certi momenti e su richiesta dell'esaminatore, trattenere il respiro.
L'esame può essere accompagnato da un moderato fastidio solo nel corso di procedure speciali (inserimento della sonda nel retto o nella vagina nell'ecografia transrettale e transvaginale).
 

Dopo l'esame ecografico

Terminato l'esame, il paziente non deve eseguire regimi o prescrizioni particolari e può immediatamente riprendere la sua normale attività.

Il medico radiologo può eventualmente consigliare la ripetizione dell'esame dopo esecuzione di una preparazione più scrupolosa, nel caso quella effettuata non sia stata sufficiente o richiedere esami più approfonditi, quali TC (Tomografia Computerizzata) o RM (Risonanza Magnetica), qualora clinicamente indicato.

Centri medici Affidea dove è possibile eseguire l’esame di ecografia:

Gli esami di ecografia possono essere eseguiti nei centri Affidea:

In Lombardia

In Veneto

In Piemonte

  • Nuova Lamp (C.so Regina Margherita - Torino)
  • Nuova Lamp (Via Arborio - Torino)
  • Nuova Lamp ( Via Cavour – Settimo Torinese)
  • AMP ( Via Cottolengo – Torino)
  • AMP ( Via Cavour – Settimo Torinese)

In Emilia Romagna

 

ECOGRAFIA INTERVENTISTICA

L’ecografia può essere utilizzata come metodica di guida per l’esecuzione di procedure interventistiche percutanee, eseguite a scopo diagnostico o terapeutico.

  • Trattamento infiltrativo ecoguidato con Acido Ialuronico intra-articolare dell’anca, ginocchio e caviglia con finalità di viscoinduzione (stimola la produzione di agenti lubrificanti da parte dell’organismo) o viscosupplementazione (agisce direttamente come agente lubrificante), per il trattamento sintomatico delle condrosi in stadio avanzato e più in genere delle artrosi sintomatiche.

  • Trattamento infiltrativo ecoguidato con gel piastrinico autologo, ottenuto da prelievo di 30 cc di sangue del paziente stesso, per il trattamento delle tendinosi di alto grado (achilleo e rotuleo), rotture tendinee parziali, patologia tendinea inserzionale (epicondiliti) e fasciti plantari con sintomatologia dolorosa resistente alle terapie tradizionali. Tale metodica consente di far giungere una elevata concentrazione di fattori di crescita e sostanze antiinfiammatorie e ad effetto antidolorifico contenute nelle piastrine del paziente, direttamente nella sede delle lesioni tendinee evidenziate dalla ecografia, che funge da guida per la puntura. Tali sostanze in particolare attuano una elevata azione di stimolo proliferativo per le cellule fibroblastiche costituenti i tendini, favorendo la fisiologica rigenerazione tissutale. Non vengono utilizzati farmaci ad eccezione di anestetico locale per rendere indolore la procedura.

  • Trattamento infiltrativo ecoguidato per l’Alcoolizzazione del Neuroma di Morton: è la modalità terapeutica riconosciuta dalla Società Italiana di Chirurgia del Piede quale trattamento di prima scelta per tale patologia; consente di ottenere un successo terapeutico in più del 70% dei casi con una media di 3 infiltrazioni. È una metodica ambulatoriale che non pregiudica in caso di insuccesso l’eventuale successivo ricorso alla chirurgia.

 

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