PET CT |Tomografia ad Emissione di Positroni - Tomografia Computerizzata

La PET CT, Tomografia ad Emissione di Positroni, è una tecnica di diagnostica per immagini, con diverse applicazioni cliniche, soprattutto in ambito:

oncologico
neurologico
cardiologico

Il tomografo PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) in combinazine con la TC (Tomografia  Computerizzata) fornisce una accurata visualizzazione anatomica di sezioni trasversali del corpo umano, consentendo di individuare neoplasie - che abbiano già causato delle alterazioni morfologiche di un tessuto o di un organo - nonchè alterazioni di tipo metabolico, caratteristiche dei tumori.

La PET CT consente di definire sulla base del metabolismo cellulare la natura di una lesione, di differenziare quelle tumorali da quelle di altra natura, analizzare l'evoluzione della malattia anche dopo l'asportazione del tumore primitivo, e monitorare l'efficacia di una terapia antitumorale.

L'esame comporta per il paziente la somministrazione per via endovenosa di isotopi emittenti positroni (in seguito chiamati radiofarmaci e/o traccianti), che dopo essere stato somministrati si distribuiscono nel corpo del paziente, permettendo di ottenere delle immagini diagnostiche.

 

Valutazione dell’appropriatezza e somministrazione del consenso informato

Il medico specialista stabilirà l’appropriatezza della prestazione richiesta, sulla base della raccolta dei dati documentali e di quanto riferito dal paziente.

Prima di avviare le procedure farmaco-strumentali al paziente verrà sottoposto il consenso informato, riportante le informazioni attinenti l'esame, illustrato dal medico, affinché il paziente possa esprimere consapevolmente il proprio consenso all'esecuzione dell'indagine.

 

Come avviene l’esame

Verrà eseguito un test preliminare, per la valutazione della glicemia. Lo Specialista inietterà al paziente per via endovenosa il radiofarmaco. Dopo l'iniezione occorrerà attendere che il tracciante si distribuisca nell'organismo, per un periodo di attesa variabile fino a 60 minuti. Questo tempo deve essere trascorso in sale dedicate all’interno del reparto di Medicina Nucleare.

Il paziente viene poi fatto distendere sul letto del tomografo PET/TC; lo strumento registrerà le radiazioni che escono dal paziente in seguito alla somministrazione e all’accumulo del radiofarmaco.

L'esame dura complessivamente circa 25 minuti, durante i quali il paziente potrà comunicare con i Tecnici ed i Medici tramite viva voce e telecamere, avendo cura di rimanere fermo e rilassato. Sarà necessario togliere gli oggetti metallici (collane, spille, bracciali, anelli, etc.), perchè potrebbero interferire con la produzione dell’immagine.

Subito dopo l'esame è possibile riprendere le comuni attività, come guidare, in quanto il tracciante non lascia alcun effetto. Si raccomanda soltanto di evitare, per un periodo di almeno 6 ore, rapporti di vicinanza stretta (distanza inferiore ad 1 metro) con donne in stato di gravidanza e bambini di età inferiore a tre anni.

 

È un esame doloroso o pericoloso?

La PET non è un esame doloroso, a parte il fastidio della somministrazione endovenosa del farmaco.

Non è pericolosa, in quanto comporta la somministrazione di una dose di radiazioni che equivale a quella di una comune radiografia dell’addome.

Non sono mai state segnalate reazioni indesiderate in seguito a somministrazione per via venosa del farmaco necessario per lo svolgimento dell’esame PET-TC (Positron Emission Tomography – Computerized Tomography).

 

Precauzioni

L’eventuale stato di gravidanza, presunta o accertata, rappresenta una controindicazione all’esame. In questo caso deve essere concordemente valutata con i medici curanti la necessità di eseguirlo comunque.

L’allattamento deve essere interrotto per almeno 6 ore dopo che l’esame è stato completato.

In presenza di diabete, l’alterato metabolismo degli zuccheri rischia di vanificare gli obiettivi dell’indagine ed è praticabile solo dopo adeguata preparazione. E’ quindi indispensabile conoscere l’esistenza di malattia diabetica. Per questa ragione si controlla prima dell’iniezione il valore della glicemia di ogni paziente (in caso di glicemia superiore a 180 mg/dl l’esame NON può essere eseguito).

L’insufficienza renale determina una riduzione della qualità delle immagini dell’esame PET CT, pur non rappresentando una controindicazione allo stesso.

I pazienti portatori di protesi ortopediche, di pacemaker cardiaci, di protesi arteriose, di accessi venosi impiantati, ecc. non corrono alcun rischio, ma è opportuno che lo facciano presente al medico che raccoglie i dati anamnestici.