Le patologie degenerative del rachide: conosciamo meglio il “mal di schiena”

Le patologie degenerative del rachide: conosciamo meglio il “mal di schiena”

27/06/2018

A cura del Dottor Marco Farneti, medico specializzato in neurochirurgia presso Affidea a Padova, Monselice e Piove Di Sacco

 

Ernie del disco e stenosi del canale lombare, tre le più patologie alla colonna vertebrale più frequenti

Nell’ambito delle patologie della colonna lombare, le ernie del disco e le stenosi del canale lombare sono le malattie più frequentemente trattate.

L’ernia discale consiste nella fuoriuscita di materiale polposo dal disco all’interno del canale spinale, con conseguente compressione del midollo spinale e/o delle radici nervose, in esso contenute. Le ernie discali si possono presentare a tutti i livelli della colonna spinale, ma sono più frequenti nel segmento lombare e secondariamente in quello cervicale.

 

Quali sono i sintomi di un’ernia discale lombare e cervicale?

A livello lombare i sintomi sono: la lombalgiavale a dire il classico “mal di schiena” e/o la sciatalgia, il dolore che interessa una specifica regione dell’arto inferiore. Ad essi si possono associare parestesie (tipo formicolio) e difficoltà nei movimenti del piede o della gamba.

A livello cervicale i sintomi sono rappresentati dalla cervicalgia o “male al collo” e dalla brachialgia, l’irradiazione del dolore dal collo all’arto superiore. Le parestesie e la mancanza di forza nei movimenti del braccio possono considerarsi sintomi aggiuntivi.

Anche la spondiloartrosi può interessare la colonna lombare o quella cervicale: i fenomeni artrosici possono determinare un ispessimento dei legamenti e un’ipertrofia ossea che causa un restringimento del canale spinale (stenosi del canale lombare e/o cervicale) o lo scivolamento di una vertebra sull’altra (spondilolistesi). Tutto ciò può comportare una compressione del midollo spinale e/o delle radici nervose, con sintomi simili a quelli dell’ernia ed una progressiva difficoltà nella deambulazione (claudicatio neurogena).

 

Diagnosti e trattamento delle patologie degenerative del rachide

Una corretta diagnosi delle patologie degenerative del rachide non può prescindere dall’esecuzione di una risonanza magnetica spinale. Oggigiorno, il trattamento delle ernie discali e delle spondiloartrosi si avvale di molteplici strumenti: terapia antalgica con ossigeno-ozonoterapia ed infiltrazioni; terapia fisiatrica con ginnastica; terapia osteopatica ed altro.

 

Quanto è necessario sottoporsi all’intervento chirurgico?

È necessario tuttavia ribadire che non sempre tali opzioni portano al miglioramento clinico del paziente o alla sua completa guarigione. È necessario effettuare la terapia conservativa, ma non perseverare con ostinazione se non si ottengono i risultati desiderati.

In queste situazioni dunque, è indicato l’intervento chirurgicocon le seguenti modalità:

  • Asportazione diretta dell’ernia(discectomia con tecnica microchirurgica) nel caso delle ernie discali;
  • Ampliamento del canale spinale ristretto(laminectomia) nel caso delle stenosi;
  • Bloccaggiocon vitio altri sistemi delle vertebre instabilio scivolate (stabilizzazione cervicale, lombare)nei casi di listesi.

 

L’utilizzo della microchirurgia(microscopio intraoperatorio), delle protesidiscalimodellabili ed espandibili, di viti percutaneee di tutte le recenti innovazioni tecnologiche permette di eseguire interventi mininvasivi. L’incisione cutanea è molto piccola, il traumatismo dei muscoli paravertebrali estremamente ridotto e la demolizione dell’osso è perfettamente centrata sulla patologia da risolvere.

Conseguentemente nella fase post-operatoria si osserva una rapida ripresa del paziente, che è in grado di deambulare autonomamente entro le prime 12 ore dall’intervento, con dimissione dall’ospedale nelle prime 24-48 ore.

Per quanto concerne gli interventi di ernia discale, i risultati chirurgici sono molto buoni e alcuni pazienti, non più autonomi ed in grado di svolgere le proprie attività quotidiane, ritornano ad una vita normale nell’arco di due-tre settimane.