SLA, diagnosi precoce grazie a gruppo ricerca italiano composto dal Dott. Marco Pagani, dalla Dott.ssa Angelina Cistaro e dal Dott. Adriano Chiò

SLA, diagnosi precoce grazie a gruppo ricerca italiano composto dal Dott. Marco Pagani, dalla Dott.ssa Angelina Cistaro e dal Dott. Adriano Chiò

18/09/2016

Nella giornata Nazionale della SLA, ci rende orgogliosi ricordare come sia ora  possibile la diagnosi precoce della patologia con il neuroimaging, come si evidenzia nello studio pubblicato da Neurology, interamente a cura di un gruppo di ricerca italiano, che coinvolge l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) di Roma e Affidea Italia, grazie al contributo di Angelina Cistaro, medico Nucleare di Irmet.

 

 

E' stata per la prima volta dimostrata - notifica il Cnr - la possibilita' di diagnosticare precocemente la Sla con un esame di Tomografia ad Emissione di Positroni (Pet) mediante un tracciante analogo al glucosio, utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina nucleare.


''Questa tecnica permette di raggiungere un'accuratezza diagnostica del 95% e rappresenta un passo importante per lo sviluppo nella diagnosi precoce della malattia'', spiega il Dott. Marco Pagani, primo autore dello studio e ricercatore dell'Istc-Cnr che e' giunto a questo risultato in collaborazione con la Dott.ssa Angelina Cistaro, ricercatrice del Centro Pet Affidea Irmet di Torino e con il Dott. Adriano Chio', direttore del Centro Sla, Azienda ospedaliero universitaria Citta' della salute e della scienza, Dipartimento di neuroscienze dell'Universita' degli Studi di Torino.


Il ricercatore ricorda come ''Finora la Sla poteva essere diagnosticata esclusivamente attraverso l'indagine clinica e con il supporto di metodiche neurofisiologiche e pertanto richiedeva un lungo periodo di osservazione. 
L'accelerazione e la maggiore accuratezza della diagnosi di Sla sono fondamentali oltre che per la certezza di reclutare nei trial clinici pazienti con diagnosi confermata, anche per lo sviluppo di nuove terapie e per l'identificazione di possibili familiarita' sulle quali intervenire precocemente''.

Pubblicazione su Neurology:  http://www.neurology.org/content/86/1/44.abstract