Epatite: sintomi, tipologia e cura


11/06/2021

Cos’è l’epatite?

Il fegato è un organo vitale che svolge funzioni utili non solo all’assorbimento degli alimenti, in quanto produce i fattori della coagulazione, sintetizza il colesterolo e neutralizza le sostanze tossiche dell’organismo. Queste sono solo alcune delle funzioni primarie del fegato e, inoltre, è importante ricordare che è il principale deposito di glicogeno.

L’epatite è una condizione infiammatoria del fegato, causata da vari agenti e caratterizzata da una necrosi diffusa o parcellare degli epatociti.

Fra le cause più frequenti di epatite figurano i virus maggiori e altre infezioni epatotropi da virus minori, alcol, droghe, tossine, parassiti, malattie genetiche, autoimmunità.

 

Quali tipologie di epatite esistono e come trattarle

 

Epatite acuta e cronica

L'epatite può essere di tipo acuto o cronico. La malattia acuta si manifesta dopo poche settimane o mesi una volta che il virus è penetrato nel corpo umano. I sintomi comuni possono includere astenia, anoressia, nausea, vomito, diarrea, cefalea, artralgie, mialgie, febbre e sensazione di pesantezza e/o dolore nella parte superiore destra dell’addome.

Frequenti sono l'ittero (colore giallo della cute e delle sclere), l'iperpigmentazione delle urine e lo scolorimento delle feci. Talora i sintomi possono essere assenti o molto lievi (in meno dell’1-2% dei casi). Parte dei casi evolve in manifestazioni molto gravi, quali la sindrome epatorenale, il coma epatico o encefalopatia porto-sistemica, che determinano un aumento della mortalità (70-90%).

 

Epatite virale cronica

L'epatite virale cronica nel nostro paese è causata prevalentemente dai virus B, C e D e si sviluppa in pazienti che non sono stati in grado di eliminare il virus. Nonostante l’assenza di sintomi, o la paucisintomaticità, il virus provoca spesso un'infiammazione progressiva che risulta, alla fine, nella cirrosi epatica e nel carcinoma epatocellulare. Tali complicazioni sono responsabili di oltre un milione di morti, con un trend in continua crescita ogni anno.

 

Epatite A (virus HAV)

L'epatite A è causata dal virus dell'epatite A (HAV) e si diffonde tramite cibo e acqua contaminati, soprattutto quando le norme igieniche non vengono rispettate. È spesso una malattia lieve durante l'infanzia, ma può risultare più grave nelle persone più adulte. Sono comuni sintomi simil influenzali e l’ittero. L’insufficienza epatica e altre complicazioni sono invece sono rare.

Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ogni anno nel mondo vengono registrati più di 1,5 milioni di nuovi casi.

La diagnosi della malattia viene fatta tramite la ricerca di anticorpi contro il virus (anti-HAV) e può essere prevenuta grazie a un vaccino sicuro, disponibile da molti anni, inserito nel Programma Nazionale di Vaccinazione del nostro Paese. È raccomandato e gratuito nei piccoli, dal 1° al 7° anno d’età, e per chi viaggia in zone endemiche.

 

Epatite B

L'epatite B è una delle malattie infettive contagiose più importanti ed è un grave problema di salute pubblica. Dei 2 miliardi di persone che ne sono affette in tutto il mondo, più di 350 milioni presentano un'infezione cronica e sono a maggior rischio di sviluppare cirrosi e carcinoma epatocellulare, se non monitorate e trattate specificamente con farmaci antivirali. Le complicazioni di cui sopra sono responsabili di 1 milione di morti all'anno.

L'epatite B può essere trasmessa attraverso il contatto con sangue e fluidi corporei di una persona infetta:

  • Dalla madre al bambino alla nascita
  • Con trasfusioni di sangue o con l'uso di siringhe e aghi infetti
  • Con rapporti sessuali non protetti e promiscui
  • Con l'uso di oggetti contaminati (per es. rasoi, tagliaunghie, spazzolino da denti)
  • Con l’uso di strumenti contaminati da personale non qualificato, in locali non igienizzati (piercing, tatuaggi, ecc.)

Si giunge a diagnosticare la malattia grazie a un semplice esame del sangue volto alla ricerca di antigeni e anticorpi specifici, o del virus stesso HBV-DNA con metodica RT-PCR.

È possibile prevenirla grazie a un vaccino esistente dal 1982. È sicuro ed efficace ed è il primo vaccino in grado di prevenire l’epatocarcinoma. La vaccinazione per l'epatite B è stata inserita nel Programma nazionale di vaccinazione del nostro paese ed è obbligatoria per tutti i nuovi nati.

 

Epatite C

Prima del 1989, anno in cui fu identificato il virus, l’epatite C era definita come “non A, non B”.

È causata dal virus C, che determina una malattia epatica acuta o cronica. Il virus viene trasmesso attraverso il sangue dei pazienti infetti, più raramente attraverso rapporti sessuali con scambio di sangue.

Gli altri liquidi biologici (saliva, lacrime, urina, sudore…) non sono considerati tra i veicoli di trasmissione.

Il virus può causare un’infezione acuta (febbre, affaticamento, artralgia, ittero) in un terzo dei casi, ma la maggior parte delle volte l'infezione è asintomatica o paucisintomatica. Tuttavia, la progressione della malattia può causare cirrosi e carcinoma epatocellulare.

A livello globale, la prevalenza della malattia è dell'1%, mentre nel nostro paese la percentuale di soggetti infetti si attesta sul 2%, con un gradiente che aumenta da Nord a Sud (> nelle isole) e con l’età, il 60% è ultrasessantacinquenne.

In Italia la diffusione del virus HCV ha toccato la massima intensità tra gli anni ’60 e la seconda metà degli anni ’80. Da tale periodo ha subito un declino dell’incidenza dovuto alle migliori conoscenze sulla trasmissione, all’implementazione dei test per il controllo del sangue e dei derivati destinati alle donazioni, all’introduzione di dispositivi medici monouso e in generale al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie della popolazione.

La diagnosi viene fatta analizzando la presenza di anticorpi contro il virus (anti-HCV). Un risultato positivo dovrebbe essere confermato da un test di secondo livello (RIBA) e quindi dal rilevamento diretto del virus HCV-RNA, con metodica RT-PCR. Se l'HCV-RNA è positivo, significa il virus è in fase di replicazione e che ulteriori test sono necessari:

  • genotipizzazione (predizione risposta alla terapia)
  • ecografia epatica (valutazione sofferenza epatica)
  • fibroscan (quantificazione della fibrosi)

oltre a TAC, RM, scintigrafia epatica ecc., se ritenuti necessari.

Non esiste un vaccino per l'epatite C, la malattia può essere curata con i nuovi farmaci antivirali, che vengono resi disponibili gratuitamente per tutti i pazienti, e che sono in grado trattare la maggioranza delle infezioni.

È quindi importante riuscire a diagnosticare la malattia anche in soggetti inconsapevoli. Questo è possibile grazie con un semplice esame del sangue.

I gruppi della popolazione che più di altri necessitano di essere sottoposti al test sono dunque i seguenti:

  • Le persone con funzionalità epatica alterata
  • Ex tossicodipendenti e tossicodipendenti attivi
  • Pazienti con epatite B, HIV/AIDS con epatite C
  • Persone che hanno rapporti non protetti e promiscui
  • Figli di madri con epatite C
  • Soggetti trattati con strumenti contaminati da personale non qualificato, in locali non igienizzati (piercing, tatuaggi, ecc.)
  • L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha intrapreso una serie di iniziative attraverso il piano strategico "Strategia del settore sanitario globale sull'epatite virale 2016-2021", finalizzato all'eliminazione della malattia entro il 2030.

 

Epatite D

Il virus dell'epatite D è epidemiologicamente collegato al virus dell'epatite B, viene denominato difettivo, e richiede la presenza di quest’ultimo affinché l’infezione possa svilupparsi. Il virus si trasmette come il virus B, causando una sintomatologia da moderata a grave o e in alcuni casi molto grave.

La diagnosi si basa sulla ricerca degli anticorpi anti-HDV; è anche possibile rilevare la presenza del virus stesso, HDV-RNA, con metodica RT-PCR, ma solo in caso di coinfezione B.

Ovviamente questa condizione, la coinfezione, aggrava la prognosi e rende più difficile la cura della malattia.

 

Epatite E

L'epatite E sta causando diverse epidemie nei paesi in via di sviluppo dell'Asia occidentale, dell'Africa settentrionale e centrale e dell'America centrale. La modalità di trasmissione della malattia è la stessa dell'epatite A, cioè per via oro-fecale. Il rispetto delle norme igieniche è l’unico mezzo per prevenirla, come nel caso dell'epatite A.

 

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