TAC | TC Tomografia Computerizzata

Cos’è la tomografia computerizzata?

La TC (acronimo di tomografia computerizzata) è una metodica di studio radiologica che utilizza radiazioni. Queste, passando attraverso il corpo del paziente e quindi rielaborate da un sistema computerizzato, producono immagini secondo piani assiali (cioè perpendicolari alla posizione del corpo) degli organi che dobbiamo studiare. Ma proprio perché ci si avvale di sofisticati sistemi computerizzati, è possibile rielaborare e ricostruire le immagini anatomiche ottenute in tutti i piani possibili e utili per giungere ad una diagnosi corretta (chiamate ricostruzioni 2D e 3D).

TAC TC Tomografia Computerizzata


Fino a circa 15 anni fa le immagini TC venivano acquisite singolarmente, con un intervallo tra una sezione e l’altra. Questo sistema non solo non permetteva di effettuare alcuna ricostruzione, ma a volte non permetteva di riconoscere piccole e iniziali lesioni patologiche che risultavano “nascoste” nell’intervallo anatomico non visualizzato. Da allora molta strada è stata fatta e attualmente le apparecchiature più moderne e sofisticate sono dotate di un sistema che, muovendo contemporaneamente il lettino su cui il paziente è disteso e il sistema che produce le radiazioni, che ruota attorno al paziente, riesce ad ottenere un volume completo e continuo, senza interruzioni, della parte del corpo che dobbiamo studiare.

Il sistema digitale, che è parte integrante ed indispensabile della rielaborazione delle radiazioni che attraversano il corpo, permette di trasformare i dati che riceve dalle radiazioni stesse e che vengono forniti in un linguaggio prettamente tecnico (pixel) in una scala di grigi (dal bianco al nero) che ci permette di visualizzare tutte le parti del corpo umano e le eventuali alterazioni presenti.

Lo nostre strutture che offrono diagnostica per immagini TAC:


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Perché si fa la Tomografia Computerizzata TC?

Le indicazioni che portano alla richiesta di questo esame da parte dei Medici di Medicina Generale o di un Clinico specialista sono molteplici.

Sicuramente, ed è quello che di più spaventa il paziente, questo esame viene eseguito nella gran parte dei casi, per dirimere il sospetto di una neoplasia oppure, se la neoplasia è già stata diagnosticata, per la stadiazione del tumore (cioè la ricerca e l’esclusione nel resto del corpo di eventuali altre sedi in cui il tumore stesso si può già essere localizzato). Sempre in ambito oncologico, la TC viene eseguita ad intervelli di tempo legati al tumore di partenza per controllare che non ci siano nuove localizzazioni o per valutare l’effetto delle terapie a cui il paziente è sottoposto (follow up).

Ma, ovviamente, molti altri sono i campi di applicazione di questa metodica: infezioni,patologia a carico dei vasi sanguigni (soprattutto l’aorta, ma anche tutti gli altri, spesso per confermare delle alterazioni viste con ecodoppler), e del cuore, soprattutto per lo studio delle coronarie, traumi sia dei muscoli e delle ossa, (quando ci sono dubbi con la radiografia o con l’ecografia), che cerebrali e degli organi interni in caso di incidenti, tumori benigni (cisti, lipomi  ecc.), emorragie, calcoli renali, ernie, studio della patologia del colon (colonscopia virtuale) oppure in casi di sintomi particolari in pazienti che non hanno nessun riscontro di alterazioni agli esami di laboratorio o in altri esami radiologici ed ecografici, per cercare di capire se ci sono lesioni in qualche organo del corpo.

 

Come prepararsi per eseguire l’esame di Tomografia Computerizzata?

Se l’esame di TC viene eseguita dopo infusione endovenosa di mezzo di contrasto, serve il digiuno da almeno 5 ore.

In caso di studio del colon (esame che permette di riconoscere neoplasie, polipi e diverticoli in questa sede) occorre che il paziente abbia l’intestino il più possibile pulito e privo di feci, che potrebbero mascherare iniziali piccole lesioni. Pertanto nei giorni precedenti l’esame il paziente deve assumere dei lassativi e seguire una dieta particolare proprio per ottenere questo risultato. Al momento dell’esame al paziente verrà somministrato un mezzo di contrasto da bere (che non ha controindicazioni), che ha lo scopo di “segnare” le feci e differenziarle dalle neoplasie.

 

L’esame di TC viene eseguito sempre con mezzo di contrasto?

No, l’utilizzo del mezzo di contrasto varia a seconda della patologia da studiare e delle condizioni del paziente. Prima dell’inizio dell’esame occorre valutare se l’esame deve eseguito senza o con mezzo di contrasto endovenoso. Non tutti gli esami di TC, infatti, necessitano del mezzo di contrasto (mdc). Per esempio, lo studio delle ernie (inguinali, della parete addominale ecc.), dei calcoli renali, di alcune cisti, di fratture ossee e lesioni tendine e muscolari di tipo traumatico, di alcune alterazioni neurologiche (ictus, emorragia cerebrale) e della maggioranza delle malattie del polmone non necessita sicuramente della somministrazione del mezzo di contrasto.

Dall’altra parte, lo studio dei vasi sanguigni e degli organi solidi dell’addome richiede la somministrazione del mezzo di contrasto, in quanto la sua assenza non permetterebbe di riconoscere lesioni patologiche al loro interno perché la loro struttura (o densità) è simile a quella dell’organo interessato e quindi non riconoscibile.

 

Quali sono i rischi e le controindicazioni di sottoporsi ad un esame di TC con mezzo di contrasto?

I mezzi di contrasto utilizzati per la TC sono a base di iodio (attualmente si usano quelli a così detta “formula non ionica” che sono caratterizzati da minori effetti collaterali).

Come tutti i farmaci, i mezzi di contrasto possono provocare alcuni effetti collaterali, non prevedibili e non evitabili con reazioni avverse.

Queste possono essere:

  1. lievi (nausea, vomito, prurito)
  2. moderati (vomito profuso, orticaria diffusa, edema facciale, broncospasmo)
  3. reazionisevere, estremamente rare (shock severo, edema polmonare, arresto cardio-respiratorio, fino al decesso in casi eccezionali)


Mentre nei primi due casi, gli effetti collaterali si risolvono normalmente consemplici provvedimenti terapeutici, nel terzo caso è necessario l’intervento di un medico rianimatore, che deve sempre essere presente quando vengono eseguiti esami TC con mdc.

Le reazioni di tipo 1 e 2 normalmente avvengono durante o subito dopo l’iniezione del mezzo di contrasto, ma, anche se raramente, gli stessi sintomi possono insorgere anche a distanza di ore: in questo caso il paziente deve recarsi in Pronto Soccorso, specificando che ha fatto un esame TC con mdc. Anche in questo caso i sintomi avvertiti si risolvono normalmente con semplici provvedimenti terapeutici.

Le reazioni di tipo 1 e 2 spiegano anche perché il paziente deve essere a digiuno al momento dell’esame: infatti, in caso di vomito non ci sarà pericolo che gli alimenti ingeriti, non vengano “aspirati” nelle vie respiratorie con conseguente rischio di soffocamento.

Rientra invece nella normalità il senso di calore che il paziente avverte durante l’infusione del mdc.

Non sempre le reazioni avverse si manifestano la prima vota che il paziente esegue la TC con mdc. Può succedere, soprattutto nei pazienti con malattie croniche od oncologiche che vengono sottoposti a controlli periodici, che negli esami precedenti non abbiano avuto alcuna reazione avversa, ma che improvvisamente, per l’insorgenza di fenomeni di sensibilizzazione, compaiono i sintomi descritti precedentemente.

In questo caso occorre valutare la possibilità di eseguire un esame alternativo nei controlli successivi (ecografia, risonanza magnetica) o la possibilità di avere informazioni cliniche anche senza mdc (questa scelta vale solo per lo studio del polmone). Nel caso in cui sia necessario eseguire lo stesso esame TC con mdc, il paziente deve seguire un protocollo terapeutico (costituito da cortisone e antistaminici) nei giorni precedenti l’esame, al fine di evitare o ridurre al massimo gli effetti collaterali.

 

Chi non può eseguire l’esame di tomografia computerizzata con mdc?

Non tutti i pazienti possono eseguire l’esame TC con mdc.

Le donne in gravidanza non dovrebbero essere sottoposte ad esami con radiazioni ionizzanti per la possibilità di alterazioni fetali indotte dalle stesse radiazioni. Questi esami devono essere limitati in caso di urgenze che possono mettere in pericolo la vita della paziente e/o del feto.

Durante l’allattamento è opportuno non allattare il neonato per 24 ore dopo la somministrazione di mdc, anche se non sono stati dimostrati effetti collaterali sui bambini.

Altre situazioni che devono indurre a somministrare il mdc con cautela sono l’ipertiroidismo; i pazienti con un unico rene e/o trapiantati; i pazienti con diabete in terapia con metformina; coloro che sono affetti da paraproteinemia, miastenia grave e feocromocitoma, sia per un possibile aggravamento dei sintomi che per evitare alterazioni della funzionalità renale.

Infatti, una controindicazione assoluta è la presenza di insufficienza renale: infatti il mdc viene eliminato attraverso i reni e se questi non funzionano correttamente, lo stesso mdc può aggravare una insufficienza renale nota o latente. Per questo motivo viene richiesto ai pazienti di eseguire dei test di funzionalità renale che escludano questa eventualità (creatinina o filtrato glomerulare).

Attualmente si possono utilizzare mdc che sono meno dannosi per i reni, ma che d’altra permettono di ottenere esami con immagini lievemente meno diagnostiche (soprattutto nello studio dei casi sanguigni).

Poiché il paziente prima di essere sottoposta ad una TC con mdc avrà un colloquio con i Medici Anestesista e Radiologo, la decisione di sottoporre il paziente a questa indagine e quale mdc sarà più indicato per il caso in esame (o se non è necessario in relazione al quesito del clinico) verrà presa collegialmente.

I pazienti sottoposti ad emodialisi possono essere studiati con TC con mdc perché verrà eliminato in corso della successiva dialisi post esame.

 

Come viene eseguito l’esame di tomografia computerizzata?

Quando il paziente arriva in sala TC viene fatto stendere in posizione supina sull’apposito lettino inserito nell’apparecchio, e gli viene spiegato che durante l’esame dovrà mantenere l’assoluta immobilità (qualsiasi movimento determina alterazioni delle immagini ottenute che non rendono diagnostico l’esame, chiamate “artefatti”).

Se è necessario il mdc, verrà messo un ago in una vena, di solito al gomito (ma anche in altre sedi se non ci sono vene facilmente accessibili) e verrà spiegato che durante l’esame, come già specificato, avvertirà un senso di calore. Anche se raramente si può verificare uno stravaso del mdc, con conseguente dolore, edema ed eritema, che di solito si risolvono senza conseguenze.

Infine, nello studio degli organi toracici ed addominali, verrà chiesto di fare un respiro profondo portando più aria possibile all’interno del corpo e di trattenere il respiro fino alla fine dell’esame (apnea inspiratoria)

Il paziente sarà tranquillizzato spiegandogli che il Tecnico che eseguirà l’esame lo avrà sempre sotto controllo sia visivo e che, tramite un citofono, uditivo. Inoltre, le indicazioni del respiro gli verranno date dallo stesso citofono.

A volte, a seconda dell’indicazione clinica, si possono variare sia la posizione del paziente (prono, obliquo) sia la fase del respiro (per esempio, facendo uscire tutta l’aria dal corpo, apnea “espiratoria”), sia, infine, la posizione delle braccia (lungo il corpo, sopra la testa o altro)

L’esame TC normalmente dura pochi secondi, ma in alcuni casi è necessario ripetere più volte lo stesso esame, con il paziente sempre nella stessa posizione, per studiare un organo durante le sue varie fasi di vascolarizzazione (chiamate fasi diretta o senza mdc, arteriosa, portale, tardiva e urografica, a seconda delle indicazioni cliniche).

Al termine dell’esame, l’ago inserito nella vena verrà lasciato ancora per qualche minuto, per poterlo riutilizzare nel caso in cui compaia una reazione avversa al mdc non immediata, come già spiegato, e sia necessario infondere dei farmaci.

Dopo l’esecuzione della TC (con o senza mdc) non ci sono limitazioni. Il paziente può riprendere la sua vita normale e non deve evitare contatti con altre persone. Se è stato utilizzato mdc, si raccomanda di bere abbondante acqua nella resto della giornata, al fine di favorire il rapido passaggio mdc e la sua rapida eliminazione, evitando gli effetti collaterali di cui si è già parlato.

 

La Dose Excellence per gli esami di TC

Per ottenere delle immagini TC che possano fornire informazioni utili per la diagnosi di una malattia, il paziente viene come “avvolto” da una spirale di radiazioni, che comporterebbe, senza precauzioni, una esposizione molto importante ai raggi X.

Per questo motivo Affidea ha lanciato in tutto il Gruppo un programma di Dose Excellence, per garantire al paziente la miglior gestione della dose di radiazioni.

 

Quando si parla di dose, viene applicato il principio ALARA, un acronimo che significa As Low As Reasonably Achievable (il livello più basso che possa ragionevolmente essere ottenuto), conosciuto anche come “Principio di Giustificazione della Dose”. Nel concreto, durante un’indagine TC viene ridotta al minimo la dose di radiazioni, pur mantenendo ottimale la qualità diagnostica delle immagini.

 

Determinati livelli di radiazioni sono necessari per ottenere immagini che siano diagnostiche e dipendono da diversi fattori, quali ad esempio l’età, l’Indice di Massa Corporea e dal segmento corporeo in esame.

 

Affidea adotta specifiche linee guida per la gestione della dose, ed utilizza adeguati strumenti per monitorare i livelli di radiazioni somministrate e definire il dosaggio ottimale per ciascun paziente. Tutto ciò è possibile grazie a:

  • lo Staff Medico - gli operatori sanitari hanno ricevuto una formazione rigorosa per ottimizzare il livello di radiazioni somministrate ed ottenere la miglior qualità dell’immagine;
  • la Tecnologia - Affidea utilizza le più avanzate attrezzature radiologiche, sottoposte a regolare aggiornamento, manutenzione e sostituzione, secondo rigorosi standard aziendali.
  • Le apparecchiature sono sottoposte a controlli di qualità da parte di medici e specialisti, per risultare conformi agli standard europei ed alla nostra policy di gestione della dose. I software GE Dose Watch TM installati consentono il monitoraggio, la registrazione e l’ottimizzare di quanto somministrato ai pazienti)
  • Le nostre procedure – è un chiaro impegno promuovere tutte le best practices. I protocolli Affidea per le TC sono stati attentamente sviluppati da un Team dedicato per raggiungere i più alti standard aziendali per la sicurezza del paziente, in ciascun centro Dose Excellence.

 


Sicuramente la miglior protezione dalle radiazione è legata alla correttezza delle prescrizioni. Infine, l’esame TC deve essere giustificato dalla storia clinica del paziente e a volte possono esserci esami alternativi altrettanto diagnostici se non addirittura migliori. Il Medico Radiologo di Affidea è sempre disponibile e in grado di valutare e consigliare le migliori e più moderne metodiche in base al sospetto di malattia posto dai MMG e dagli Specialisti Clinici che seguono i pazienti.

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